www.repubblica.it

Himmler, il quotidiano e l’orrore: ritrovati i diari dell’architetto della Shoah

Il capo delle SS, ideologo della ‘soluzione finale’ passava da una telefonata alla figlia alla messa a punto dei dettagli dell’Olocausto. “Aver visto 100, 500, 1000 corpi che giacciono insieme ci ha resi duri e freddi”.

“Prima di andare a letto, ordinata la fucilazione di dieci ufficiali polacchi”. E’ solo uno dei tanti passaggi contenuti nei diari di Heinrich Himmler, l’architetto della Shoah. L’uomo a capo della macchina del terrore dell’apparato nazista passava, senza alcun apparente turbamento, da un’affettuosa telefonata con la moglie e la figlia a una visita ad un campo di sterminio all’ordine per una fucilazione di massa.

I diari, oltre mille pagine, furono sequestrati dai militari dell’Armata Rossa negli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale ed erano rimasti sepolti negli archivi del ministero della Difesa russo a Podolsk, vicino Mosca. A riportarli alla luce dopo oltre 70 anni è stato il tabloid tedesco Bild, che ora ne pubblica a puntate gli estratti. Ne esce la minuziosa descrizione delle giornate dell’ideologo del nuovo ordine nazionalsocialista.

“Ore 10-12: massaggio; 14: pranzo con ufficiali SS; 15-19: incontri politici; 20: cena; 21: altri incontri, uno per discutere notizie che ufficiali di polizia nostri alleati in Polonia si sono rifiutati di combattere; 21-22: Prima di andare a letto ordinata fucilazione per tutti e dieci gli ufficiali e invio delle loro famiglie in campo di concentramento”. Recita così una delle pagine scritte dal capo delle SS, che coprono gli eventi del 1938 e quelli tra il 1943 e il 1944, anni cruciali per le sorti della guerra.

“Sto parlando di far evacuare gli ebrei, di sterminare il popolo ebraico – scrive nei suoi appunti per un discorso in cui ‘motiva’ la Shoah – È una cosa facile a dirsi. Qualsiasi membro del partito vi dirà che fa parte del piano, stiamo eliminando gli ebrei, tutto qua. Ma poi hanno tutti un ebreo da salvare. Vi diranno: ‘tutti gli altri sono maiali, ma questo è un ebreo di prima classe'”. Molti passaggi fanno riferimento a lunghe sedute di massaggi, altri sembrano alludere alla relazione con Hedwig Pottgast, segretaria personale e amante di Himmler. In altre occasioni, il capo delle SS scriveva di essersi rilassato guardando un film o giocando a carte, tra un incontro e un altro con Hitler e altri gerarchi nazisti, nei quali veniva pianificato l’Olocausto.

Il livello di dettaglio al quale giungono gli appunti di Himmler illustra autenticamente la “banalità del male” della quale fu capace il nazismo. Durante una visita al campo di concentramento di Buchenwald, in Germania, per esempio, scrive: “Fatto spuntino nel bar del casinò delle SS”. Un’altra volta racconta di aver assistito alla “efficacia” dei motori diesel presso il campo di sterminio di Sobibor in Polonia. Per quella ‘dimostrazione’ vennero messe a morte 400 persone. In totale circa 250.000 persone morirono nelle camere a gas dei lager, la maggior parte entro due ore dall’arrivo.

“Nessuno ha visto 100, 500, 1000 corpi che giacciono insieme – scrive ancora Himmler – aver visto cose del genere, ed essere rimasti freddi e impassibili, ci ha resi duri e freddi. È una pagina di gloria che non viene mai menzionata. Sappiamo quanto sarebbe difficile oggi, se accanto agli attacchi bomba nelle città, alle privazioni e alla guerra, ci fossero ancora gli ebrei come sabotatori segreti, agitatori e istigatori. Abbiamo svolto questo compito difficile per amore del nostro popolo. Non c’è nulla di sbagliato dentro di noi, nella nostra anima, o nel nostro modo di fare”.

E pensare che Himmler era conosciuto per la sua ‘sensibilità’ alla vista del sangue. In una pagina nel mese di agosto del 1941 racconta i dettagli di una fucilazione di massa di ebrei alla periferia della città di Minsk, nell’attuale Bielorussia. E non nasconde di essere quasi svenuto quando il suo cappotto si sporcò con il sangue delle vittime.

Damien Imoehl, il giornalista della Bild che ha scovato i diari, in un’intervista al Times si è detto impressionato dal ritratto che ne emerge, quello di un uomo a un tempo padre affettuoso e assassino di massa. “Per me è la cosa più interessante – spiega Imoehl – era molto attento con la moglie e la figlia così come nella relazione con la sua segretaria. Si prendeva cura dei suoi camerati e amici. Poi c’era l’uomo dell’orrore”. Il diario, infatti, è pieno di riferimenti a Puppi, come chiamava affettuosamente sua figlia Gudrun, una irriducibile nazista che ancora vive in un sobborgo di Monaco di Baviera, dove aiuta ex nazisti con una organizzazione chiamata “Stille Hilfe”, aiuto silenzioso.

Una pagina datata 3 giugno 1944, tre giorni prima dello sbarco di Normandia, illustra i dettagli dei preparativi per il matrimonio tra il generale delle SS Hermann Fegelein e Gretl Braun (la sorella della compagna di Hitler, Eva Braun), sull’Obersalzberg, nella residenza dove il Führer passava le vacanze, ovvero lo chalet fortificato passato alla storia come “Il nido dell’aquila”.

Circa un anno dopo, il 22 maggio del 1945, Himmler venne catturato dalle forze inglesi che non fecero in tempo a trasferirlo a Norimberga dove sarebbe stato giudicato per i suoi crimini: il giorno dopo si procurò la morte con una capsula di cianuro fra i denti. Lasciandosi alle spalle oltre quindici milioni di morti.