Carla Cenacchi

Dall’Appennino alle Ande e ritorno

La storia di Carla si srotola dall’Italia al Perù, in un’epopea dagli Appennini alle Ande presa a prestito dal libro Cuore. Una “strampalata fantasiosa, educata a essere “dura come la ghisa”, con il marito, il Bacchelli, apre una trattoria famosa in tutta Lima. Hanno tre figli ma una non ce la fa: “morte precoce” dicono i medici. Poi è il padre di Carla a mancare. E infine il marito. Con lui finisce la parte di Carla che più le piaceva. “Te ne sei andato, ma così all’improvviso?”. San Francesco la chiamava Sorella Morte, ma lei non ci sta: “Non la voglio come sorella, non riesco ad accettarla!”. Carla riacciuffa i fili della vita più volte: a Lima come a Rasiglio, nell’Appennino bolognese. Dopo la morte del marito la famiglia si divide: Carla a Lima, un figlio a Bologna e l’altro a Miami. Il telefono c’è ma i costi fanno da freno alle emozioni e così i tre per comunicare prendono la licenza da radioamatore. Emigranti non per povertà ma per avventura, uniti dalla “violenza della nostalgia”, riescono a stare sulla stessa lunghezza d’onda, tessendo una ragnatela morbida ma resistente e filata con gli affetti. A quattro volte vent’anni Carla guarda ancora avanti.

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Carla Cenacchi, nasce a Sasso Marconi (BO) nel 1932. Ha vissuto per quasi 50 anni a Lima, in Perù, dove ha aperto un ristorante di specialità bolognesi e insegnato all’Istituto italiano di cultura. Oggi si dedica al volontariato.