Dino Raccanelli

Non dimenticare mai la Cgil

Un’autobiografia che inizia da quando Dino ha 8 anni. Le am-lire, la palla di pezza, e il giornale con la scritta Repubblica Italiana. L’infanzia “piena di paura” sulle rive del Po di un capoclasse nato che attraversa la guerra, il dopoguerra e le prime elezioni con a fianco uno zio partigiano – il diavolo per il cugino prete ma un idolo per il giovane Dino – che ha rischiato la vita per tutti. Per studiare Dino diventa semiconvittore in un collegio di preti, ma ci pensano a casa a “disintossicarlo”, ricordandogli lo statuto dei di- ritti dei lavoratori e la Cgil. Un’infanzia complicata, con sul bavero della giacca lo stemma dell’Azione cattolica e uno zio che vuole che lo tolga quando entra in casa. Poi l’attentato a Togliatti, con il paese che sembra dividersi in due: quelli di sinistra e quelli di de- stra, chi tifa Bartali e chi Coppi. Poi Scelba e una rivoluzione che sembra sempre alle porte e poi lo sciopero generale e la morte di Stalin. E nel 1954, emigra a Milano in cerca di lavoro come insegnante, sbattuto dai venti delle graduatorie. Tutto è difficile, ma Dino non vuole cedere, è il momento della lotta, e pensava a suo zio giovane: “lui non avrebbe mollato”.

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Dino Raccanelli, nasce a Schivenoglia (MN) nel 1937. Ha insegnato per 40 anni nelle scuole elementari, occupazione che gli ha permesso di fare ciò che ama di più: trasmettere la cultura ai giovani. È un membro fondatore dell’associazione culturale di Schivenoglia.